martedì 13 marzo 2018

#TrishTalk: Febbraio 2018

#TrishTalk: Febbraio 2018

Quello di febbraio è stato un mese abbastanza fruttuoso sicuramente a livello di film e serie TV, purtroppo non posso dire la stessa cosa per i libri che sono stati molto pochi... uno a dire la verità!
Spero che marzo sarà un mese più fortunato per le mie letture, ho già molti (troppi) libri pronti sul comodino e spero di riuscire a leggerli e a parlarvene, se non di tutti, di almeno la maggior parte!

Trish talks about... Books: Il meraviglioso mago di Oz


Ho sempre e solo conosciuto il film per questo motivo avevo sempre snobbato il libro, pur avendolo sempre sottomano nella mia libreria, pur avendo sempre sentito, ma mai ascoltato davvero, le esortazioni di mia madre a leggerlo.
Quindi, non ricordo bene in che anno, ho tirato fuori questo libro dal dimenticatoio e l'ho letto: devo dire, non è rimasto impresso nella mia memoria, però immergermi nelle ambientazioni descritte dall'autore è stato entusiasmante. è molto schematico perché ogni capitolo affronta un' "avventura" diversa, una parte del viaggio che Dorothy deve affrontare per riuscire a tornare a casa.
Sinceramente non vedo l'ora di rileggerlo perché molte cose, ahimè, le ho scordate, e, nel frattempo, volevo consigliarvi questo classico della letteratura per ragazzi qualora non l'aveste letto.


Trish talks about... TV Series: Dark


Dark. Io non so, onestamente cosa posso o non posso dirvi di questa serie TV: sicuramente è una tra le più geniali e ansiogene uscite nell'ultimo periodo (se non proprio da sempre).
Non ci sono davvero difetti consistenti in questa serie, come prima stagione ha ingranato benissimo, i personaggi sono tantissimi e all'inizio si fa un po' di confusione nel capire le dinamiche famigliari, gli intrecci e (maledizione) i nomi!
Appena finite la serie dubiterete degli alberi genealogici della vostra e di tutte le famiglie che vi circondano e, soprattutto, rimarrete affascinati come con quanta maestria siano riusciti a registrare una serie che ha come tema principale i viaggi nel tempo. 


Trish talks about... Film: Black Panther


Oramai è nota la mia ossessione per l'universo Marvel e, dopo una piccola delusione dopo l'ultimo film di Thor (che comunque rimane un valido film d'intrattenimento), sono andata al cinema a vedere l'ultimo dei film usciti, ossia Black Panther.
Con questo primo capitolo abbiamo un "ritorno alle origini" dei film Marvel: dopo molti titoli innovativi e totalmente diversi dai soliti filoni (vedi Spiderman Homecoming, I guardiani della galassia e DeadPool), vediamo sul grande schermo qualcosa di meno insolito ma che non delude assolutamente le aspettative.
Un po' mi mancava la storia classica dell'eroe e dell'antagonista inaspettato, della morte significativa e dei segreti nascosti e inaspettati. Nonostante un ritorno al passato, vengono affrontati nuovi temi e novità significative: primato afroamericano, cariche importanti investite per lo più da donne, inoltre le cariche statali e l'attenzione alle questioni territoriali hanno reso il film più realistico, infatti sarebbe stato inutile avere un personaggio protagonista re di uno stato e poi non vedere realmente alcune questioni di vitale importanza per quest'ultimo essere totalmente snobbate.

venerdì 2 marzo 2018

Recensione "Le assaggiatrici, Rossella Postorino"

Recensione "Le assaggiatrici, Rossella Postorino"

Edizione: Feltrinelli, 2018
Note sull'autrice: Rosella Postorino (Reggio Calabria, 1978) è cresciuta in provincia di Imperia, vive e lavora a Roma. Ha esordito con il racconto In una capsula, incluso nell'antologia Ragazze che dovresti conoscere(Einaudi Stile Libero, 2004). Ha pubblicato i romanzi La stanza di sopra (Neri Pozza, 2007; Premio Rapallo Carige Opera Prima), L’estate che perdemmo Dio (Einaudi Stile Libero, 2009; Premio Benedetto Croce e Premio speciale della giuria Cesare De Lollis) e Il corpo docile (Einaudi Stile Libero, 2013; Premio Penne), la pièce teatrale Tu (non) sei il tuo lavoro (in Working for Paradise, Bompiani, 2009), Il mare in salita (Laterza, 2011) e Le assaggiatrici(Feltrinelli, 2018). È fra gli autori di Undici per la Liguria (Einaudi, 2015).

Trama: "Il mio corpo aveva assorbito il cibo del Führer, il cibo del Führer mi circolava nel sangue. Hitler era salvo. Io avevo di nuovo fame." Fino a dove è lecito spingersi per sopravvivere? A cosa affidarsi, a chi, se il boccone che ti nutre potrebbe ucciderti, se colui che ha deciso di sacrificarti ti sta nello stesso tempo salvando?La prima volta che entra nella stanza in cui consumerà i prossimi pasti, Rosa Sauer è affamata. “Da anni avevamo fame e paura,” dice. Con lei ci sono altre nove donne di Gross-Partsch, un villaggio vicino alla Tana del Lupo, il quartier generale di Hitler nascosto nella foresta. È l’autunno del ’43, Rosa è appena arrivata da Berlino per sfuggire ai bombardamenti ed è ospite dei suoceri mentre Gregor, suo marito, combatte sul fronte russo. Quando le SS ordinano: “Mangiate”, davanti al piatto traboccante è la fame ad avere la meglio; subito dopo, però, prevale la paura: le assaggiatrici devono restare un’ora sotto osservazione, affinché le guardie si accertino che il cibo da servire al Führer non sia avvelenato.
Nell’ambiente chiuso della mensa forzata, fra le giovani donne s’intrecciano alleanze, amicizie e rivalità sotterranee. Per le altre Rosa è la straniera: le è difficile ottenere benevolenza, eppure si sorprende a cercarla. Specialmente con Elfriede, la ragazza che si mostra più ostile, la più carismatica. Poi, nella primavera del ’44, in caserma arriva il tenente Ziegler e instaura un clima di terrore. Mentre su tutti – come una sorta di divinità che non compare mai – incombe il Führer, fra Ziegler e Rosa si crea un legame inaudito.

Recensione: Ho terminato questo libro abbastanza faticosamente, non per colpa di quest'ultimo, fortunatamente, nonostante comunque il ritmo s'imponga come primo elemento da trattare nella mia recensione, a quanto pare.
Non procede spedito, ma dobbiamo anche capire in che anno ci troviamo per non ricadere in una critica inutile: le vicende avvengono tra il '44 e il '45, la guerra ormai è quasi finita, ma solo noi lettori possiamo saperlo. Ci troviamo in Germania e Rosa, a casa dei suoi suoceri, sta solo aspettando che suo marito torni dal fronte per riabbracciarla e tornare finalmente a Berlino: purtroppo però, non per sua volontà, riceve un incarico speciale, uno che non aveva mai chiesto di compiere ma che a suo malgrado, deve e che le cambierà la vita radicalmente.
Assaggiatrice ufficiale di Hitler: Rosa rischierà di morire per tutta la durata della permanenza del Führer a Gross-Partsch.

Come potete immaginare non è un romanzo semplice da articolare e tenere in piedi, però io ritengo che l'autrice ci sia riuscita. Il ritmo è adeguato al tipo di narrazione che si affronta: Rosa viene pagata per rischiare di morire, o ancora meglio, per morire al posto di un'altra persona che, chi dice abbia più valore di lei?
Il romanzo è quello che io definirei introspettivo, e qui tutti gli onori ad un libro che riesce pienamente sotto questo aspetto: Rosa è un personaggio approfondito, coerente e umano. In realtà tutti i personaggi sono ben delineati e completi, anche se qualcuno ci appare un po' più criptico, non viene assolutamente lasciato al caso, nel suo insieme l'alone di mistero ha un senso.

Torno a concentrarmi sull'aspetto introspettivo del romanzo che, credo, sia la parte più importante. Avevo paura che il libro diventasse troppo pesante o, prima di iniziarlo, temevo fosse troppo riduttivo o superficiale: la nostra protagonista, nonostante un compito difficile, il segreto che deve mantenere e le continue pressioni che riceve da parte non solo dei superiori ma anche dalle sue compagne, che la percepiscono come un "outlander", quasi un nemico, deve anche digerire la notizia della sparizione di suo marito. 
Questo evento la strazia e la rende apatica. Rosa sognava una famiglia e un marito amorevole, finalmente era così vicina ad ottenere ciò che aveva sempre desiderato che la guerra glielo porta via. è la triste realtà che molte donne hanno dovuto affrontare e che molte di loro non sono riuscite a superare. 

Il conflitto di Rosa diventa anche nostro e ci coinvolge coi suoi sogni, i suoi sentimenti e i suoi pensieri tormentati. Lei non potrà essere più la stessa dopo questa guerra che ha distrutto i suoi sogni e che l'ha resa inevitabilmente, e inesorabilmente, una donna diversa. Una persona diversa.
Dovremmo anche immaginare quanto il fatto di essere delle donne in quell'epoca potesse essere svantaggioso con un regime dittatoriale e soldati senza scrupoli e violenti.
Penso che anche questo punto sia ben approfondito, possiamo osservare durante tutta la durata del romanzo una contrapposizione cruda tra "l'emisfero" femminile e quello maschile: mi ha fatto pensare a quanto adesso le donne siano più fortunate ad essere così emancipate e a godere di tanti diritti, tra cui quello di parola, il più importante a parer mio.

In sintesi, il romanzo rimane coerente fino alla fine con quando afferma durante tutta la narrazione, i pensieri e i problemi di Rosa non sono esposti unicamente per "dare effetto" al romanzo, anzi, tutte le vicende che vive la segnano profondamente e alla fine capiamo quanto siano state gravi queste ferite, ancora aperte, anche a incubo finito.
La nostra è una protagonista succube, che non riesce a trovare altra soluzione che chiudersi in sé stessa, davanti "ad un terreno" arido, che non l'accoglierebbe qualora lei volesse esternare il suo vissuto travagliato e le sue sofferenze.
Solo nel settembre 2014 l'ultima delle assaggiatrici di Hitler, Margot Wolk, ancora in vita rende pubblica la sua esperienza: muore poco dopo e quindi non sapremo mai la sua storia, tuttavia il suo silenzio, durato per tutta la sua vita, dovrebbe farci capire quanto questa esperienza possa essere stata traumatica per lei. Proprio per questo ho apprezzato molto l'introspezione di questo romanzo che si lascia, sì, trasportare da alcune vicende tipiche di un'opera romanzata appunto, ma che non diventa troppo "finto" e superficiale lasciandoci dell'amaro in bocca, come in un po' tutte, ammettiamo, le storie di guerra che ci capita di leggere o ascoltare.

VALUTAZIONE:



giovedì 22 febbraio 2018

Harry Potter Tag

Harry Potter Tag


Da quando ho finito di leggere la serie di Harry Potter, non faccio che pensare al fatto che voglio assolutamente parlarne con quante più persone possibili.
Avevo intenzione di iniziare una nuova rubrica che mi permettesse di parlarvi delle serie appena concluse, senza dilungarmi in recensioni su recensioni di serie di libri (che, ammettiamolo, ammorberebbero a morte), con le dovute eccezioni, ovviamente.
Non ho sentito il bisogno di recensire la serie di Harry Potter libro per libro, prima di tutto perché sono ben 7 libri, e poi avrei ripetuto per lo più le stesse cose in tutte le recensioni.
Ho optato per questo tag per ragioni semplicissime: è facile, veloce e anche molto diretto!
Per cui, bando alle ciance, iniziamo!

1. Libro preferito?


Iniziamo già con una domanda difficile XD
Parto col dire che io adoro tutti i libri della saga, ma quello che secondo me è scritto meglio fra tutti, un po' anche il più completo è l'Ordine della fenice.
L'analisi dei personaggi, il tema della morte, dell'amicizia e dell'amore sono trattati benissimo e in maniera impeccabile dalla Rowling: in questo libro si è superata a mio parere.

2. Film preferito?


Non ne ho uno, bensì 2: Il prigioniero di Azkaban e Il principe mezzosangue. Mi piacciono entrambi tantissimo, il primo è fedele al libro oltre che scritto e girato magnificamente, il secondo invece segue una linea più ironica, non si prende troppo sul serio insomma.
Li rivedrei miliardi e miliardi di volte!

3. Libro piaciuto di meno?


Qui rispondo a mani basse e senza alcun indugio con I doni della morte. È stato sicuramente il libro più lento fra tutti, ma, nonostante capisca la necessità dell'autrice, ho apprezzato più i due film a dirla tutta: la fine dell'ottavo sembra più completa. 
Il vero problema è che mi aspettavo un epilogo più corposo, che ci desse più informazioni sul futuro dei nostri maghetti, carpiamo poche e fugaci informazioni in realtà: grazie a dio c'è pottermore perché altrimenti molte cose sarebbero state lasciate un po' al caso.

4. Film piaciuto di meno?


Questa domanda sinceramente l'ho aggiunta io, unicamente per rendere il tag un po' più completo: il film che mi è piaciuto meno fra tutti è sicuramente l'Ordine della fenice.
Già prima di leggere i libri non mi piaceva affatto, lo trovavo frettoloso e scritto male, come ho potuto constatare leggendo il libro è davvero così: troppe cose importanti ignorate completamente, personaggi poco approfonditi e storia semplificata, sì, un passaggio necessario per la trasposizione, ma in questo caso, secondo me, è stato troppo accentuato.
Per di più dovrebbe essere la trasposizione del mio libro preferito della saga, quindi immaginate che delusione!

5. Parte dei libri/film che ti ha fatto piangere?


Per i film non ho pianto, sono quel tipo di persona che molto raramente si emoziona per film/libri, però devo ammettere che ho versato qualche lacrimuccia per la fine del quinto libro...
La parte dello specchietto di Sirius non l'ho potuta proprio affrontare.

6. Se potessi incontrare uno qualsiasi dei personaggi, quale sarebbe?

Mmh... Domanda molto difficile, probabilmente Hermione, ma anche Silente mi affascina molto: uno dei maghi più potenti al mondo e la sua aria misteriosa lo rendono molto accattivante.

7. Personaggio preferito?


Hermione! Nonostante alcuni momenti in cui è decisamente insopportabile anche per me, è la più saggia e giusta, sa sempre cosa fare e ha insegnato tanto anche a me.

8. Quale sarebbe il tuo patronus?

Non ne ho la più pallida idea, dopotutto lo capisci solo quando ne evochi uno, no?

9. Se potessi avere uno dei dono della morte, quale sarebbe?

Il mantello dell'invisibilità mi farebbe molto comodo...

10. In quale casa finiresti?

Beh, probabilmente con me il "cappello parlante" ci avrebbe messo un po' più del previsto, mi piacerebbe molto Grifondoro, Corvonero e Serpeverde però mi rappresenterebbero di più, Tassorosso è stata una delle ultime case in cui Pottermore mi smistò... Mistero.

11. Se potessi incontrare un membro del cast, quale sarebbe?


Altra risposta ovvia: Emma Watson. È un'attrice amante della lettura, sarebbe interessante farci una chiacchierata.

12. Siete rimasti felici alla fine?


Dopo domande un po' sciocche, approfitto di questa per esprimere un po' le mie impressioni finali sulla saga.
Come già ho accennato prima, il finale è stato un po' troppo frettoloso, nell'epilogo soprattutto, non mi ha delusa, sicuramente, e questa è una saga che mi rimarrà nel cuore per sempre. Se non l'avete mai letta, mi appello al vostro buon senso: nonostante l'inizio sia un po' infantile, ma comunque godibilissimo (ho divorato i primi tre nel giro di qualche giorno), vi assicuro che la narrazione diventa sempre più matura ed acquista, libro dopo libro, toni sempre più dark; i temi della morte, abbandono, amicizia e amore sono trattati magnificamente e con una delicatezza esemplare. 
I personaggi sono sicuramente il punto di forza di questa saga meravigliosa: crescono con i libri, imparano dai loro errori e penso sia essenziale seguire passo passo la maturazione dei personaggi in questo tipo di saghe. 
L'unico personaggio che solo da un momento all'altro acquista più visibilità, rimanendo troppo nell'ombra secondo me durante tutta la saga, è Ginny. 
Secondo me per il rapporto che poi instaurerà con Harry, avrebbe dovuto essere un personaggio più approfondito, tuttavia la Rowling riesce a tratteggiare il suo carattere in poche righe: come al solito, impariamo dalla Rowling.
Sunto: il finale mi ha lasciata con l'amaro in bocca, non posso dire però che sia stato totalmente deludente, anzi, è una saga scritta benissimo, che non ha buchi di trama (non lascia niente al caso) e che, soprattutto, ha creato un mondo che ha tanti rimandi alla filosofia e alla letteratura. 

13. Quanto significa Harry Potter per te?

Il mio più grande errore probabilmente è di non aver letto la saga sin da bambina, l'avrei preferito, considerando l'impatto emotivo di questa serie. 
Harry Potter mi ha fatto capire COME si scrive un libro, o serie, per ragazzi, COME si trattano realmente alcuni temi delicatissimi e non può che far sfigurare davanti a lui altri libri Young-adult. 


Credits©: i disegni sono stati prelevati da viria13

lunedì 19 febbraio 2018

Blogger Recognition Award

Blogger Recognition Award


Solo dopo essermi resa conto che questo NON era il Liebster Award, avrei piuttosto rinunciato a fare questo post, MA volevo tanto ringraziare le due blogger che mi hanno gentilmente nominata:

Data la carenza di tempo e le domande che sono praticamente identiche a quelle a cui ho risposto alcuni mesi fa, vi rimando al mio vecchio post dove potere leggere le mie risposte che, oggi, rimangono le stesse!

Taggo con piacere chiunque stia leggendo questo post, se voleste riproporre questo "Award" sul vostro blog, queste sono le domande a cui rispondere:
  1. Ringraziare il blogger che ti ha nominato e inserire il link al suo Blog;
  2. Scrivere un post per mostrare il proprio riconoscimento;
  3. Raccontare la nascita del proprio Blog;
  4. Dare consigli ai nuovi blogger;
  5. Nominare altri 15 blogger ai quali vuoi passare il segno di riconoscimento;
  6. Commentare sul Blog di chi ti ha nominato e fornirgli il link al tuo articolo (anche sulla pagina Fb).
Scusatemi per il breve post, molto fugace ecco, però ci tenevo a ringraziare questi due blog e a invitarvi a rispondere a questo piccolo "tag".

Vi ricordo che ho attivato la Newsletter, per iscrivervi cliccate l'immagine qui sotto:


giovedì 8 febbraio 2018

#TrishTalk: Gennaio 2018

#TrishTalk: Gennaio 2018

Eccomi qui, non sono sparita completamente!
Mi dispiace di questo mega ritardo, ma come forse immaginate bene, Gennaio e Febbraio sono due mesi pienissimi per gli studenti universitari alle prese con gli esami (ne devo affrontare due questo mese).
Come non dovrebbe essere sfuggito agli occhi più attenti, non ho pubblicato il TrishTalk di Dicembre: ho deciso di “mettere insieme” quello di dicembre e gennaio per portarvi qualcosa di più completo e per lasciare spazio ad altri post che voglio pubblicare il prima possibile.
Tra le altre cose devo rispondere ad un Blogger Recognition Award (sì, vi ho visti ;) ) quindi... Tanto lavoro!

Prima di iniziare voglio aggiornarvi su una piccola chicca che ho aggiunto al blog: se lo desiderate, potete iscrivervi alla Newsletter del blog e ricevere ogni qual volta pubblico un post una mail.
Non vi preoccupate, potreste ricevere massimo 2 mail a settimana e non ci saranno pubblicità!
Per iscrivervi cliccate sul logo qui sotto e inserite va vostra mail:



Trish talks about... Books: Le notti bianche


È uno dei miei libri preferiti in assoluto, non c’è una ragione in particolare che mi ha spinta a consigliarvelo, beh, in realtà una forse sì, ossia il fatto che, per l’appunt, è uno dei miei libri preferiti e non ve ne ho mai parlato!

Questo è un libro scritto in maniera magistrale, prestissimo leggero Delitto e Castigo dello stesso autore e non vedo l’ora, e i temi trattati penso siano vicini a tutti i lettori: se siete appassionati alla lettura e siete degli inguaribili sognatori, è il libro che si sposerà con la vostra anima.


Trish talks about... TV Series: Stranger Things


Non è sicuramente un telefilm che richiede una particolare presentazione: vorrei solo dirvi, se non l’avete iniziato perché è troppo popolare... no, non va bene, DOVETE iniziarlo.
Ho divorato la prima e la seconda stagione nel giro di davvero poco tempo e devo dire che è sicuramente la migliore che ho visto nell’ultimo periodo.

Se qualcuno di voi l’ha vista, qual è il vostro personaggio preferito? Per me Steve ragazzi: il suo personaggio cresce tantissimo durante le stagioni, l’ho apprezzato tantissimo.


Trish talks about... Films: Interstellar


È da un po’ che voglio rivederlo, un mio amico ultimamente me ne ha parlato di nuovo e la mia voglia, già prima molto insistente, di rivederlo si è amplificata.

Devo rivelarvi che ho un debole per le storie ambientate nello spazio, dai libri ai film adoro tutto ciò che esplora i più reconditi luoghi dell’universo, in più ho anche un feticcio per le storie misteriose ed enigmatiche.
Bene. Questo film non è solo una storia di astronauti che viaggiano per l’universo in cerca di un pianeta abitabile, è anche la storia della relazione tra un papà e la sua bambina, la storia di un mondo che lotta che ormai è arrivato ai suoi ultimi respiri, la storia di un futuro non troppo lontano.

Questa è un film che vorrete rivedere appena terminato, il finale non vi lascerà delusi quanto più commossi.
Oh, quasi dimenticavo, gli effetti speciali lo rendono un piccolo capolavoro.

giovedì 18 gennaio 2018

Multinazionale e privato: due mondi letterari a confronto

Multinazionale e privato: due mondi letterari a confronto



DISCLAIMER: questo post è stato scritto nel giorno 12/01/2018.

Oggi post molto diverso dal solito, ho voluto discostarmi dai soliti post che escono sul blog perché mi premeva parlarvi di un argomento sul quale stavo riflettendo proprio ieri e sul quale continuo a rifletterci anche oggi. Ma partiamo dal principio.

Ieri, spinta dai saldi e dalla mia sempre presente smania di acquistare libri, ho "fatto visita" alla Feltrinelli dove ho fatto un felicissimo acquisto: Trilogia di New York di Paul Auster (trovate la copertina nella foto del post). Devo però rivelarvi che non era questo il libro che avevo intenzione dei acquistare ieri.
Ovviamente penserete: ma la Wishilist di un lettore accanito è infinita, è ovvio che non era proprio quello che volevi, ce n'erano sicuramente altri che desideravi e su cui eri indecisa. Beh è vero.
Ma il problema è stato un altro: alla Feltrinelli non avevano tutti i libri su cui avrei voluto essere indecisa.
Anche qui direste: Probabilmente li avevano terminati. Ma anche qui il problema è un altro. Quello che ho notato passeggiando per la Feltrinelli è che ormai i libri che ci sono sugli scaffali, o sui ripiani in bella vista, si trovano lì soltanto perché ultimamente sono mainstream.

Ma che significa questa parola? Bene, ve lo scrivo così come trovo il significato su internet:
è un termine inglese usato come aggettivo in vari campi delle arti e della cultura per indicare una corrente che, in un particolare ambito culturale, è considerata più tradizionale e "convenzionale", comune e dominante, venendo quindi seguita dal più grande pubblico.
-Wikipedia

 Sicura di trovare tutti i libri di cui avevo bisogno, man mano che trovavo i titoli su cui ero indecisa, li caricavo su un braccio e giravo tra gli scaffali come una forsennata, alla disperata ricerca di quelli che mancavano all'appello: cercavo 2 saggi ("Armi, acciaio e malattie" e "Il secolo breve") e un libro abbastanza "vecchiotto" ossia "Amabili resti" di Alice Sebold. Se proprio devo essere pignola, c'erano anche molti altri che mancavano all'appello, ma girando e rigirando in primo piano c'erano o li stessi libri che ci sono sempre in evidenza (quali i soliti titoli di Adelphi oppure i soliti titoli e/o, l'immancabile Charles Bukowski, i libri di autori orientali che prima, quando erano appunto mainstream, erano titoli abbastanza vari mentre adesso si limitano a quelli di Banana Yoshimoto e Murakami, e la mia lista può continuare con i libri rosa, i soliti ovviamente, e chi più ne ha più ne metta) oppure, appunto, le novità (già super famose, assolutamente non quelle meno commerciali) che sommergono i libri che, magari, non sono poi così vecchi o così poco famosi o ancora, direi soprattutto, meno importanti rispetto a quelli più recenti e “di moda”.
Con quello che ho detto io non intendo assolutamente svalutare determinati libri, alcune case editrici o alcuni generi letterari: la mia è una critica verso il sistema che le librerie (non solo la Feltrinelli insomma) adottano per vendere i libri.

Io personalmente vado nelle catene perché sono ancora sicura di riuscire a trovare sempre quello che voglio, ma in realtà queste grandi "compagnie" stanno pian piano trasformandosi in una sorta di "Multinazionale" dei libri: quello che ho notato non solo ieri ma anche tutte le altre volte che ho  visitato la Feltrinelli in questo ultimo periodo, è che si cerchi di vendere QUANTO più si può invece di dare una gamma più completa e vasta di libri oltre che di qualità e pensata davvero per i lettori.
Il libro che ho sempre trovato di Paul Auster è stato sempre e solo "Trilogia di New York" tra i contemporanei che vantavano sempre gli stessi titoli: ieri non c'era solo "Trilogia di New York" (che mi sono finalmente decisa a comprare dopo il mio immenso peregrinare) ma anche altri 3-4 titoli dello stesso autore che se non fosse stato per "4 3 2 1" io non avrei mai conosciuto o, per lo mento, VISTO in libreria.

Mi sembra che le catene di librerie possano essere paragonate a una specie di fruttivendolo dove vengono esposte solo le novità o la frutta e la verdura che sembra più gustosa: l'unica differenza è che i libri col tempo non marciscono. 
Per come la vedo io alcuni titoli acquistano valore, come i libri di Italo Calvino ad esempio che adesso, meritandoselo, ha il suo posto d'onore nelle librerie. 

Per questo qui sul blog non faccio segnalazioni, è una tipologia di post che a me PERSONALMENTE non piace: preferisco recensire un libro e parlarvene in maniera approfondita piuttosto che presentarvelo in maniera che io ritengo abbastanza sterile.
Quindi, sunto della mia discussione: nonostante comunque sia normale non riuscire a trovare il libro che si desidera che magari è meno richiesto o acclamato di altri (il che può essere perfettamente normale se le copie disponibili sono terminate) credo che il problema di fondo è da considerarsi più grande di quanto si creda, infatti non sempre possiamo trovare in una catena di librerie gente davvero amante del proprio lavoro o dei libri, cosa che invece può accadere più facilmente in una libreria privata/indipendente.

Io penso che sia molto importante amare il proprio lavoro in genere (o per lo meno farselo piacere quando le situazioni della vita ci mettono nelle condizioni di non poter scegliere altro) e, in particolare modo, penso che per essere assistenti d'acquisto in un negozio bisogni essere motivati, gentili, disponibili e, soprattutto, competenti nel campo in cui si viene ammessi.
A quanti sarà capitato d'incontrare commessi che non avevano tutte queste qualità? E che peccato è stato trovarli proprio nel negozio in cui non avreste mai voluto incontrare una persona scorbutica, a cui invece avreste voluto chiedere consigli e informazioni?
Ecco perché penso che sia importante rivedere le priorità di una libreria e considerare anche il proprio staff che, sicuramente, fa la differenza in luoghi dove il cliente tende a cercare l'aiuto e il supporto del commesso. Ovviamente in una Multinazionale è più facile trovare assistenti che non sono proprio quelli che ci aspettiamo: penso che anche in questo campo le librerie indipendenti/private siano "avanti" proprio perché ci sono persone che scelgono molto più accuratamente il proprio staff.

Vi aspetto nei commenti per discutere rispetto questo argomento o comunque anche demolire alcune mie osservazioni! è un argomento che, penso, sarà vicino a molti lettori.




mercoledì 10 gennaio 2018

Recensione "L'incubo di Biancaneve"

Recensione "L'incubo di Biancaneve"

Autore: Scarlet Danae
Trama: Una ragazza sfortunata, usata dalla matrigna come schiava sessuale. Una misteriosa droga spacciata in delle mele. Un'overdose fatale e un viaggio in un mondo parallelo, infetto da un virus mortale e oppresso da sette streghe. Riuscirà Bianca a salvare il principe Darknight tenuto prigioniero nella città dei mercenari? Ma soprattutto, accetterà il suo destino come clone della rivoluzionaria Biancaneve?

Recensione: Prima di iniziare la recensione vorrei ringraziare l'autrice che mi ha inviato una copia del suo libro: per saperne di più sull'autrice e sui suoi libri vi lascio il link per il suo profilo Instagram.

Complessivamente il libro mi è piaciucchiato: ha un incipit non proprio brillante, ma fortunatamente il ritmo diventa più scorrevole dopo la prima metà quando la nostra protagonista, Bianca, viene catapultata in una realtà parallela alla sua e, a suo malgrado, sarà costretta a ricoprire il ruolo di Biancaneve. 
La costruzione del mondo distopico l'ho apprezzata, è alquanto originale, con un retaggio fiabesco ma abbastanza solido e, inoltre, le ambientazioni sono ben descritte, il che non è da tutti, quindi punto a favore. Essendo parte di una saga mi aspettavo che molte cose non venissero rivelate, infatti questo libro instilla tanti dubbi e questioni irrisolte di cui si vuole assolutamente venire a conoscenza.

Quindi, nonostante la "versione" della storia nella realtà di Bianca non mi sia per niente piaciuta (ho trovato abbastanza strano il fatto che Bianca non avesse provato a scappare dalla sua matrigna, la quale sembra quasi un oggetto di scena, avrei voluto che il ruolo dell'antagonista fosse più marcato), ho trovato la seconda parte ambientata nella realtà alternativa un po' rocambolesca ma sicuramente più fluida. 
Esprimendo un parere generale sulla trama e sull'originalità della storia, dico di esserne soddisfatta!

Per quanto riguarda i personaggi, devo ammettere di non essere mai stata un'amante delle protagoniste, infatti nemmeno questa volta mi sono trovata in sintonia con Bianca che, essendo sboccata e a volte inadatta, sicuramente non ha guadagnato la mia simpatia! Ma credo che questa sia tutta questione di gusti personali e delle mie personali emozioni, quindi non temete: potreste amarla quanto odiarla!
Cogito è il personaggio da cui mi aspettavo tutt'altro: essendo una macchina mi aspettavo che avesse un'"anima" più meccanica, però proseguendo con la narrazione ho apprezzato anche questo lato più "magico" della lettura, ma sarebbe bello approfondire la questione di Cogito e magari capire come l'abbia modificato Biancaneve, rendendolo un essere quasi senziente.

Lo stile invece non mi ha presa moltissimo: le descrizioni, come ho già detto, degli ambienti sono efficaci, tuttavia le descrizioni fisiche a volte lasciano a desiderare, credo che l'unico personaggio con una buonissima descrizione fisica sia Bianca, o anche il Lord della prigione. Tolti questi particolari, l'elemento che non mi ha convinta riguardo lo stile, sempre però semplice e scorrevole, è stata l'impostazione dei dialoghi: a volte erano forzati, alcuni, alla fine in particolare, potevano risultare infantili.

Concludo facendo il punto della situazione: ho trovato la storia originale, nonostante qualche pecca, magari anche recuperabile con i seguiti i quali, spero, spieghino tanti nodi irrisolti e, soprattutto, approfondiscano i personaggi secondari (che per ora sono stati abbastanza abbozzati) che meriterebbero qualche connotazione in più, ho trovato interessante una versione più "cruda" del retelling della fiaba di Biancaneve, chissà che però lo stile e il carattere di Bianca non possano cambiare col tempo!!

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